Water Drop Box, il “supereroe” che entra a scuola: come gli erogatori d’acqua creano cittadini più consapevoli

05_13_2026

Sommario

Nelle ultime settimane DKR ha partecipato alle inaugurazioni dei nuovi erogatori d’acqua potabile installati nelle scuole di Busto Arsizio e di Casei Gerola, due Comuni lombardi che hanno scelto di investire sull’acqua di acquedotto e sulla riduzione della plastica monouso grazie al bando regionale RI.Circo.Lo. A Busto Arsizio abbiamo installato dieci erogatori Water Drop Box in sei plessi scolastici, dalle materne alle medie; a Casei Gerola abbiamo installato quattro Water Drop Box nelle scuole e in palestra e due erogatori DKR della linea Voreal a colonna in municipio e biblioteca. Questi impianti non sono solo fontanelle moderne, ma diventano strumenti educativi attorno a cui maestre e professoresse costruiscono percorsi sul ciclo dell’acqua, sulla depurazione e sull’uso consapevole di una risorsa preziosa. In questo articolo raccontiamo cosa abbiamo visto sul campo, perché la scuola è un luogo strategico per il cambiamento e quali caratteristiche rendono Water Drop Box, a parole dei bambini, “il supereroe che combatte le bottigliette di plastica”.


Aprile nelle scuole: due inaugurazioni, due storie diverse

Da oltre trent’anni DKR progetta e installa soluzioni per l’erogazione dell’acqua, accompagnando Comuni, scuole e spazi pubblici in ogni fase del loro percorso. Per questo siamo particolarmente orgogliosi di essere stati invitati alle cerimonie di inaugurazione di Busto Arsizio e Casei Gerola: ciò che abbiamo visto ci ha confermato che, quando tecnologia e didattica lavorano insieme, l’impatto supera di gran lunga la semplice installazione di un impianto.

A Busto Arsizio, nonostante la vicinanza alla nostra sede di Rescaldina, è stata la prima volta che abbiamo portato i nostri Water Drop Box nelle scuole della città. Insieme all’amministrazione comunale e all’istituto comprensivo Galilei di Sacconago e Borsano, abbiamo installato dieci erogatori in sei plessi scolastici (dall’infanzia alla secondaria di primo grado) posizionandoli nei corridoi e negli spazi di maggior passaggio per facilitare l’accesso durante la giornata. Gli impianti erogano acqua di acquedotto non filtrata, controllata e sicura, in punti strategici degli edifici.

A Casei Gerola il percorso con il Comune ha radici più lontane: la prima Casa dell’Acqua l’abbiamo installata nel 2012. Successivamente, Casei Gerola ha installato una seconda casa dell’acqua, un modello XP 2.0 installato nel 2022, che serve anche il vicino comune di Cornale e Bastida, i quali dividono le spese di manutenzione. Oggi l’amministrazione ha scelto di andare avanti con quattro nuovi Water Drop Box, distribuiti nelle scuole e in palestra, e due erogatori DKR della linea Voreal a colonna in municipio e biblioteca. In questo modo l’acqua pubblica e gratuita entra nei luoghi della vita quotidiana dell’intera comunità, non resta confinata a un singolo punto di accesso.

Durante le inaugurazioni abbiamo incontrato bambini e ragazzi di ogni età, dai piccoli delle materne agli studenti delle medie. Quello che ci ha colpito di più è stato il livello di consapevolezza che avevano: non erano lì per curiosità, ma perché avevano già studiato. Le maestre e le professoresse avevano infatti costruito percorsi didattici sull’acqua nelle settimane precedenti, trasformando l’arrivo dell’erogatore in un evento atteso, il punto di arrivo di un lavoro già avviato in classe.

Il valore del bando RI.Circo.Lo per i Comuni

Sia Busto Arsizio sia Casei Gerola hanno potuto realizzare questi interventi grazie al bando RI.Circo.Lo, promosso dalla Regione Lombardia per sostenere progetti di riduzione dei rifiuti e di economia circolare. Si tratta di uno strumento concreto che consente alle amministrazioni di sostenere l’investimento iniziale per infrastrutture “plastic free” (erogatori, stoviglie riutilizzabili, dotazioni per le mense) senza gravare interamente sui bilanci comunali.

A Busto Arsizio il contributo ha coperto, oltre ai Water Drop, anche l’acquisto di caraffe in vetro, bicchieri e stoviglie riutilizzabili per i refettori scolastici: un pacchetto integrato che riduce la plastica monouso su più fronti contemporaneamente. A Casei Gerola, il bando ha sostenuto la scelta di portare Water Drop Box anche nei luoghi aperti alla cittadinanza, non solo nelle classi.

Dal nostro punto di vista, questo tipo di finanziamento è importante perché spinge le amministrazioni a fare un salto qualitativo: non si tratta di sostituire la bottiglietta con la borraccia per decreto, ma di ridisegnare l’accesso all’acqua come 

servizio pubblico di prossimità, abbinandolo a informazione, coinvolgimento delle scuole e comunicazione ai cittadini. Quando la scelta tecnica è accompagnata da un progetto educativo, l’impianto diventa parte di un cambiamento stabile, non di una moda passeggera.

Scuole come laboratori di educazione all’acqua

Come accennato in precedenza, uno degli aspetti che ci ha colpito di più a Busto Arsizio e Casei Gerola è stato il lavoro svolto in classe nelle settimane precedenti. Gli studenti hanno preparato cartelloni, disegni, ricerche sul ciclo dell’acqua, sulla depurazione in acquedotto, sull’uso corretto e sul risparmio della risorsa.

I bambini delle scuole dell’infanzia hanno rappresentato l’acqua attraverso immagini e brevi racconti, trasformando il nuovo erogatore in un personaggio quasi fiabesco. I ragazzi delle primarie e delle medie, invece, hanno lavorato su schemi e presentazioni che spiegano con grande chiarezza da dove proviene l’acqua che beviamo, quali controlli subisce lungo la rete idrica e perché è importante preferire l’acqua del rubinetto alle alternative confezionate.

Questa preparazione fa una differenza enorme: quando entriamo in una scuola in cui l’acqua è già stata raccontata e studiata, l’installazione del Water Drop o del Water Drop Box viene percepita come il completamento naturale di un percorso, non come un oggetto calato dall’alto. È il momento in cui la teoria si aggancia a gesti quotidiani, come aprire il rubinetto, riempire la borraccia, bere insieme ai compagni, e li rende significativi.

Per noi questo è il modo migliore per trasformare un impianto in uno strumento didattico autentico: non un supporto visivo da appendere in classe, ma un punto fisico attorno a cui costruire progetti di educazione ambientale e cittadinanza attiva.

Dalla bottiglietta alla borraccia: una transizione concreta

Quando installiamo un erogatore in una scuola, il tema centrale non è solo “dove si beve”, ma “come si sceglie di bere”. La presenza di un punto acqua moderno e accessibile incoraggia gli studenti a portare borracce e bicchieri riutilizzabili, riducendo in modo misurabile l’ingresso di bottigliette in PET nelle aule e nelle mense.

Dal punto di vista ambientale, ogni borraccia riempita significa una bottiglietta monouso in meno da produrre, trasportare e smaltire. In Italia si consumano circa 8 miliardi di bottiglie da 1,5 litri ogni anno: un numero enorme, che genera oltre 280.000 tonnellate di rifiuti in plastica e milioni di tonnellate di CO₂ legate alla filiera. Su un’intera scuola, su un anno scolastico, la riduzione della plastica può riguardare migliaia di contenitori.

C’è anche una dimensione economica, spesso sottovalutata: per le famiglie, abituarsi all’acqua di rete significa ridurre la spesa ricorrente per l’acqua in bottiglia; per i Comuni, una migliore organizzazione dei punti di erogazione dell’acqua aiuta a contenere i costi di gestione dei rifiuti. Ma soprattutto esiste un effetto culturale di lungo periodo: quando l’acqua del rubinetto diventa la norma a scuola, è più probabile che lo stesso comportamento si riproduca anche a casa, in palestra, fuori.

“Il supereroe che combatte le bottigliette di plastica”

Tra i disegni appesi vicino agli erogatori, durante le inaugurazioni, ce n’era uno che ci ha colpito in modo particolare: Water Drop Box, raffigurato come un supereroe con mantello, con la scritta “combatte le bottigliette di plastica”. In poche parole e con una matita, un bambino aveva colto nel segno del progetto.

Quando i più piccoli danno un nome e un volto a un oggetto tecnico, significa che lo hanno integrato nella loro esperienza. Da quel momento, andare a bere non è più un gesto neutro, ma diventa parte di una storia, di un racconto condiviso con la classe. È così che la sostenibilità smette di essere un concetto astratto e si trasforma in un’abitudine quotidiana, ripetuta ogni mattina.

Per noi, progettare impianti per le scuole significa anche immaginare come verranno vissuti dai bambini, come entreranno nelle loro storie e se potranno davvero diventare “alleati” nel percorso di crescita verso una cittadinanza più consapevole. Le inaugurazioni di Busto Arsizio e Casei Gerola ci hanno confermato che, quando il progetto è fatto bene, questo accade davvero.

Il tuo Comune vuole ridurre la plastica nelle scuole?

Scopri come installare Water Drop Box nei plessi scolastici e negli spazi pubblici del tuo territorio. Affianchiamo le amministrazioni in ogni fase: dalla valutazione dei fabbisogni alla gestione del bando RI.Circo.Lo, fino all’inaugurazione.

Contattaci per una consulenza gratuita e trasforma l’acqua pubblica in uno strumento educativo per tutta la comunità.

FAQ — Domande frequenti su erogatori d’acqua nelle scuole

Perché un Comune dovrebbe installare erogatori d’acqua nelle scuole?

Perché permette agli studenti di accedere facilmente all’acqua di acquedotto durante la giornata, riducendo l’uso di bottiglie di plastica monouso e promuovendo abitudini di consumo più sane. Gli impianti diventano anche strumenti didattici concreti, attorno a cui costruire progetti su acqua, ambiente e consumo responsabile.

L’acqua erogata da Water Drop e da Water Drop Box è sicura?

Sì. Gli impianti utilizzano l’acqua dell’acquedotto, soggetta a controlli continui in conformità alla normativa vigente. A seconda delle esigenze del gestore idrico e dell’amministrazione, possiamo integrare sistemi di filtrazione e di sanificazione per ottimizzare ulteriormente la qualità e l’igiene.

Water Drop Box è adatto anche ai bambini più piccoli?

Sì, è stato progettato proprio per questo. Le superfici sono arrotondate, non ci sono spigoli né componenti esposti, e il getto consente di bere comodamente anche senza contenitore. È uno degli elementi che lo distingue dalle soluzioni concorrenti presenti sul mercato.

Serve necessariamente una borraccia per usarlo?

No. Water Drop Box consente di bere direttamente, come a una fontana tradizionale, e di riempire qualsiasi contenitore. La scelta è libera e dipende dalle abitudini di ciascun studente, senza escludere nessuno.

Come può un Comune avviare un progetto simile?

Il primo passo è valutare i fabbisogni delle scuole e degli spazi pubblici, poi individuare le fonti di finanziamento disponibili, come il bando RI.Circo.Lo o altre misure regionali. Noi di DKR affianchiamo le amministrazioni in tutto il percorso: dalla scelta dell’impianto più adatto fino alla comunicazione del progetto a insegnanti, famiglie e cittadini.

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